“LA PERSONA AL CENTRO TRA RICERCA E ASSISTENZA” – UNA SESSIONE DELLA SIR DEDICATA AGLI INFERMIERI

(pdm) E’ toccato al dottor Giampaolo Gargiulo, nel suo ruolo di moderatore, presentare la sessione dedicata alla ricerca infermieristica nell’ambito della Settimana internazionale della Ricerca in corso in questi giorni. Un’aula gremita ha accolto al secondo piano dell’Istituto di Biotecnologie di Napoli i relatori: la dottoressa e presidente Opi Napoli Teresa Rea, il dottor Silvio Simeone (Università Tor Vergata) e la dottoressa Maria Rosaria Esposito (Irccs Fondazione Pascale).

 

Gargiulo – “La presenza in contemporanea di ricercatori di fresca nomina quali la dottoressa Teresa Rea e il dottor Silvio Simeone – ha esordito Gargiulo – dimostra che anche a Napoli è possibile fare ricerca se ci si impegna e si lavora come hanno fatto loro. Siamo qui per dimostrare questo e per diffondere il più possibile l’amore e la passione per la ricerca nelle future generazioni”. Dopo il saluto della dottoressa Isabella Continisio, coordinatrice scientifica della Sir, si è entrati nel vivo.

Simeone – Nella sua relazione, il dottor Simeone ha voluto mostrare come “per la professione infermieristica sia essenziale l’attività di ricerca. La società chiede agli infermieri azioni capaci di modificare, in senso positivo, le condizioni di salute dei cittadini. Questa richiesta può essere soddisfatta solo integrando le evidenze scientifiche, alla base dell’agire professionale, con l’influenza dei determinanti della salute. Il profilo professionale dell’infermiere delinea gli ambiti direttamente soggetti all’azione di tale professionista. Le evidenze scientifiche, che sono alla base nella formulazione di decisioni di natura assistenziale, scaturiscono proprio dalla ricerca. L’attività clinica è il luogo di nascita del quesito di ricerca. La ricerca scientifica, con le sue metodologie, mira a trovare una soluzione al problema. Tale soluzione sarà poi valutata nuovamente dalla pratica clinica. Ecco sintetizzato come la professione infermieristica sia una professione di ricerca,dedita alla ricerca. Anche il Codice deontologico della professione infermieristica, oltre a specifici articoli, rimanda continuamente all’agire professionale basato su evidenze scientifiche, evidenze derivanti dalla ricerca. Il messaggio da portare a casa, al termine di tale intervento,è di come appaia fondamentale rinforzare la comunicazione tra ricerca e pratica clinica per promuovere i collegamenti tra la triplice missione dell’educazione, della pratica e della ricerca sviluppate nell’organizzazioni formative ed assistenziali”.

Esposito Con la relazione della dottoressa Maria Rosaria Esposito il focus della discussione si è centrato sul rapporto tra ricerca scientifica e formazione. “Le conoscenze scientifiche devono poter essere apprese già dai primi anni del corso di studio universitario. E devono essere alla base delle scelte, delle decisioni che gli infermieri prendono durante la pratica professionale e nel corso delle varie fasi del processo di nursing. Anche perché la ricerca infermieristica è un processo dinamico, in continua evoluzione. Un corretto processo assistenziale deve poter essere basato su evidenze scientifiche validate e condivise dalla comunità scientifica. Tocca all’infermiere farsi spazio, dirimere, comprendere e applicare i protocolli corretti, facendo attenzione e scartando tutte le procedure prive di evidenze scientifiche come fake news, erronee procedure basate sul “cosi si è sempre fatto”, e tutto quanto non ha riscontro nella letteratura scientifica che scaturisce da anni di ricerca e prove di efficacia. Un corretto rapporto con la ricerca infermieristica deve seguire il professionista lungo tutto il percorso professionale, ecco perché è necessario che esso sia continuo, assiduo, costante. Messa in questi termini, la ricerca infermieristica diventa di grandissimo aiuto anche nel nostro lavoro di educazione al self care e nell’ affiancamento ai caregiver familiari”.

Rea – Il rapporto tra ricerca infermieristica e Opi è stato il tema centrale della relazione tenuta dalla Presidente Teresa Rea. “L’Ordine delle professioni infermieristiche di Napoli ha voluto fortemente questo evento perché abbiamo messo la ricerca al centro nel nostro programma. Essa è tutta rivolta a migliorare la qualità dell’assistenza. E questo seminario non è altro che un focus per comprendere come tenere insieme ricerca scientifica e processo assistenziale. Siamo consapevoli, infatti, di quanta scarsa applicazione hanno sull’agire professionale quotidiano dei nostri infermieri gli esiti della ricerca infermieristica. La ricerca dovrebbe orientare l’attività di nursing indicando in ogni momento quali protocolli e procedure adottare per meglio assistere e curare i nostri pazienti. Invece prevale il “cosi si è fatto sempre”, una certa diffidenza verso il nuovo, scarsa dimestichezza con la lingua inglese, idioma prevalentemente usato nelle pubblicazioni scientifiche. Insomma alte barriere culturali che ostacolano il necessario rapporto con la ricerca scientifica  e l’applicazione di questa con la pratica clinica quotidiana. Per contrastare questa tendenza ascientifica, l’Ordine delle professione infermieristiche di Napoli ha centrato buona parte del suo impegno, anche economico, sulla promozione della cultura e della ricerca scientifica. Abbiamo istituito premi e borse di studio per le miglior tesi. Soprattutto abbiamo avviato da anni la trasformazione della nostra rivista professionale, inserendo, primi in Italia, un inserto scientifico dedicato. “NscNursing”, allegato a Napolisana, è oggi indicizzato sulle migliori banche dati. Con esso, gli articoli che pubblichiamo, in maniera del tutto gratuita,  sono condivisi con la comunità scientifica internazionale. Tutto il processo, dalla sottomissione degli articoli per la revisione, fino alla pubblicazione finale aiuta gli autori ad affinare quella cultura scientifica della quale abbiamo assolutamente bisogno per migliorare il nostro lavoro quotidiano di infermieri”.

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