Infermieri allo stremo, il Presidente dell’Opi Napoli, Ciro Carbone: “Soluzioni subito”

Capri espiatori della sanità che non funziona

NAPOLI. «L’infermiere non è un bersaglio. E nemmeno un capro espiatorio contro il quale sfogare tutta la rabbia per una sanità carente nel personale, cui manca il giusto filtro territoriale a partire dai medici di famiglia e dalla guardia medica». E il messaggio che manda Ciro Carbone, presidente dell’Opi Napoli a proposito dei numeri che raccontano dell’emergenza per le aggressioni al personale sanitario. Gli infermieri sono tra le figure nel mirino perché quelle più vicine ai pazienti e che pagano lo scotto di una sanità che Carbone descrive così: «dalle lunghe liste d’attesa e dalle mille disfunzioni. L’infermiere è un professionista alleato del cittadino. E, come è stato ribadito dagli infermieri nella recente audizione alla commissione Igiene e Sanità del Senato, non lasceremo solo nessun collega aggredito, minacciato, insultato». Carbone si esprime anche sul disegno di legge anti-aggressioni votato alla fine dello scorso anno dal consiglio dei ministri, sostenendo, però, che è necessaria anche altro per risolvere la questione: «Abbiamo dato il nostro apprezzamento verso il disegno di legge, quello contro la violenza sugli operatori sanitari, che rappresenta un segnale positivo e conferma l’attenzione a questo fenomeno che sta assumendo dimensioni pericolose per gli operatori sanitari e, di conseguenza, per gli stessi cittadini. Ma, riteniamo che accanto al disegno di legge, sia necessario pensare a una formazione continua degli operatori sugli aspetti della comunicazione e della relazione di aiuto nei confronti delle persone assistite» Napoli™.

Estratto dal ROMA edizione del 12/01/2019.

 

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