Formiche al S. Giovanni Bosco. Il Tribunale scagiona gli infermieri

(pdm) Il tempo è galantuomo e la verità prima o poi viene sempre a galla. Sono due massime che sintetizzano benissimo la notizia: il Tribunale di Napoli ha scagionato con formula piena gli infermieri accusati ingiustamente di aver provocato l’ormai famosa invasione di formiche al San Giovanni Bosco. È stato infatti accolto dalla Sezione Lavoro del Tribunale di Napoli (sentenza n. 4369/2021 del 2/7/2021) il ricorso di tre infermieri che avevano subito un procedimento disciplinare comminato dall”Asl Napoli 1. Gli infermieri ora scagionati dal Tribunale erano stati sospesi per 30 giorni con privazione della retribuzione dopo una rapida e superficiale indagine interna.
I fatti risalgono al novembre del 2018 quando, su segnalazione di un parente di una degente ricoverata presso l’unità operativa di medicina dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, veniva riportato alla ribalta nazionale il caso di un ospite del nosocomio che era stata ricoperta da formiche mentre era a letto.
Della storia si occupò la stampa nazionale, oltre che quella locale, e l’azienda provvide immediatamente ad inviare la contestazione di addebito agli infermieri che erano al lavoro quella notte. Fu una inchiesta interna quella della Napoli 1 volta più a trovare un capro espiatorio da dare in pasto ai media, piuttosto che accertare la verità dei fatti. Ora, a conclusione dell’istruttoria,  il Tribunale di Napoli ha accolto il ricorso degli infermieri, rilevando come nella fattispecie l’azienda non aveva affatto provato la negligenza dei tre professionisti, i quali invece avevano adempiuto ai propri obblighi, così come confermato anche dalla coordinatrice infermieristica dell’unità operativa interessata. Il giudice inoltre rileva che era invece stata data prova delle gravi carenze strutturali, manutentive ed igieniche in cui la struttura versava, nonché stigmatizza l’inadeguatezza clinica ed assistenziale della decisione di ricoverare la paziente presso il reparto di medicina, anziché nell’unità operativa di terapia intensiva, attese le precarie condizioni di salute della degente. “Abbiamo confidato dal primo momento nel lavoro dei magistrati e i fatti ci hanno dato ragione”, dice commentando la sentenza la Presidente dell’Opi Napoli Teresa Rea. E aggiunge: “Ci felicitiamo con i colleghi ingiustamente accusati e stigmatizziamo l’operato di chi ha cercato di riversare sugli infermieri le proprie carenze organizzative e strutturali che il Tribunale di Napoli ha opportunamente evidenziato”.

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