DM 82 del 14/05/2020 – Taglio degli infermieri docenti

Leggendo il DM 82 a firma del Prof. Manfredi non possiamo che restare perplessi. Mentre la premessa parla di “ Valorizzazione dell’efficienza delle Università e conseguente introduzione di meccanismi premiali…” per “ consentire agli atenei, a causa dell’emergenza sanitaria in corso, di ampliare l’offerta formativa dei corsi di laurea in infermieristica, nell’ambito dei corsi di laurea della classeL/SNT/01 delle professioni sanitarie”, leggendo l’articolo 1 restiamo sbigottiti. Come si può migliorare l’offerta formativa prevedendo una riduzione del numero dei docenti? Lo sconforto totale si manifesta alla lettura del comma 2 del suddetto articolo che cita: “ Al fine di compensare la riduzione di docenti universitari di riferimento di cui al comma 1, gli atenei individuano almeno due medici ospedalieri da indicare come personale medico di riferimento coinvolto per ogni corso di laurea in infermieristica.”

 

La formazione e quindi la professione infermieristica torna indietro di quasi 100 anni, quando con il Reggio Decreto-Legge 15 Agosto 1925, N° 1832, venivano istituite le scuole convitto per infermiere e l’insegnamento teorico-pratico impartito da medici (Art. 7). Il direttore sanitario era l’unico responsabile della scuola e dei suoi medici-insegnanti.

 

Questo DM va in direzione opposta a quanto avviene nel resto del mondo; sono innumerevoli le evidenze scientifiche internazionali o gli esempi virtuosi dei vari paesi dove l’ infermiere è sempre più centrale per una corretta erogazione delle cure. Purtroppo il riconoscimento sociale riscontrato durante la pandemia COVID non è seguito da un reale riconoscimento istituzionale.

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