Aggressioni a personale sanitario. Speranza: “Prendersi cura di medici e infermieri”, Ascione: ”Più sanzioni, ma occhio al territorio”

“Dobbiamo prenderci cura di chi si prende cura di noi, di medici e infermieri, di chi ogni giorno vive negli ospedali, nei luoghi dove ci sono i malati, dove c’è sofferenza. Credo che uno Stato serio ha l’obbligo di prendersi cura di queste persone”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, a margine del convegno a Napoli incentrato proprio sul tema delle aggressioni a medici e infermieri. “Alcune cose – osserva il ministro – sono già state fatte, C’è un testo approvato all’unanimità dal Senato e ora in discussione alla Camera. Lavoreremo per accelerarlo e per migliorarlo il più possibile”. “Drappelli di polizia? La sicurezza sui luoghi di lavoro è un tema vero. Al momento – conclude – non escludo alcuna soluzione”. A rappresentare gli infermieri di Napoli al convegno su «La sicurezza dei professionisti sanitari», tenuto presso l’Ordine dei medici di Napoli, c’era il Consigliere Gennaro Ascione. In quella sede gli infermieri di Napoli hanno ribadito la necessità di approvare quanto prima la legge in discussione in parlamento, ma anche di tenere in giusta considerazione la formazione del personale di pronto soccorso e 118 per riconoscere ed affrontare preparati le situazioni a rischio. “Il primo concetto che deve passare se si vuole affrontare e contrastare seriamente il fenomeno è quello della tolleranza zero verso la violenza nelle strutture sanitarie, con inasprimento delle pene per chi le compie. Soprattutto se esercitata su donne, prevedendo l’aggravante del pericolo che nell’azione possono correre gli assistiti”, ha detto Ascione ricordando l’impegno dell’Opi Napoli e della Federazione nazionale contro la violenza sugli infermieri. Ma oltre all’aspetto repressivo, Ascione tiene a evidenziare le carenze d’organico e di presenza sul territorio. “Per contrastare il barbaro fenomeno delle aggressioni, non basta punire, bisogna anche prevenire”, dice Ascione. “Questo significa uno snellimento  delle attese stressanti in pronto soccorso con meccanismi di smistamento alternativi (es. see&treat) per ridurre la tensione e la reattività dei pazienti. Ma anche più attenzione verso il territorio e l’istituzione dell’Infermiere di famiglia che potrebbe svolgere una funzione importante nel diminuire gli accessi impropri ai pronto soccorso”.

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