A Villa Betania il premio Buona Sanità 2019

Carbone: “Encomiabile l’impegno per le attività sociali e solidali a favore dei cittadini meno abbienti e per la lotta all’epatite C”

E’ stato assegnato all’Ospedale Evangelico Villa Betania il Premio “Buona sanità 2019”. La notizia ha trovato grandi apprezzamenti nell’ambiente sanitario napoletano. “E’ un giusto riconoscimento che premia il merito e la solidarietà”, ha commentato Ciro Carbone, Presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Napoli. “Si è voluto valorizzare il lavoro di una struttura, ma anche di professionisti da tempo impegnati in attività sociali e solidali meritorie e encomiabili a sostegno dei cittadini strati sociali napoletani più in difficoltà e per la lotta all’epatite C”, ha aggiunto Carbone. In effetti  le motivazioni parlano chiaro: “Per l’impegno nelle attività di sanità solidale, cioè di assistenza alle persone che per motivi economici, etnici o religiosi rinunciano  a curarsi”.

 

Il premio “Buona Sanità” assegna ogni anno i riconoscimenti alle strutture e ai professionisti che si sono distinti nel panorama dell’assistenza sanitaria regionale. Tra i premiati,  la Presidente della Fondazione Evangelica Betania, Cordelia Vitiello. “Oggi una delle grandi emergenze del nostro Paese è l’aumento della povertà. Sul nostro territorio, come in Italia, con l’aumento della povertà sta aumentando sensibilmente anche la percentuale di persone che rinunciano a curarsi, che si aggiunge al numero, già significativo, di coloro che sono ai margini della società per motivi culturali, religiosi, etnici”, E’ quanto ha detto la Presidente Vitiello. “Questo Premio, assegnato a me personalmente, all’Ospedale e a uno dei nostri medici ci spinge a continuare sulla strada intrapresa”.

L’Ospedale Evangelico Betania offre assistenza ad oltre 5000 persone emarginate attraverso gli ambulatori solidali infermieristici e i progetti: “Prendiamoci cura di lei” e “Rose Rosa”, la presenza nella rete “Fiocchi in Ospedale” di Save the Children, le partnership con l’associazione “Gomitolo Rosa”, l’associazione “Cuori di Maglia” e la onlus “Pulcini Combattenti”. Con il “Camper della salute” è presente nelle periferie dell’area metropolitana. Nel quartiere di Ponticelli è un punto di riferimento il Centro sociale “Casa mia – Emilio Nitti”. Da tre anni, infine, è partner dei progetti “Medical Hope” e “Corridoi Umanitari della Fcei”, la Federazione delle Chiese evangeliche italiane, nell’assistenza ai migranti che sbarcano sulle coste italiane.

 

Il Premio Buona Sanità 2019 è stato anche assegnato anche al dott. Ernesto Claar, Direttore dell’Unità Operativa di Epatologia dell’Ospedale Evangelico Betania e Coordinatore del Network Epatologico dell’ASL NA1-Centro. In collaborazione con le strutture dell’ASL Napoli 1 Centro ed il SERD 32 di Ponticelli, il dott. Claar è impegnato nell’attività di eradicazione dell’infezione da virus C nella coorte di tossicodipendenti attivi. In questa zona difficile della città è stato realizzato il “linkage to care” attraverso l’istituzione di un punto di assistenza specialistica Epatologica all’interno del SERD. È stato effettuato uno screening su tutti i soggetti con tossicodipendenza attiva individuando il 35% di sieropositivi per HCV e a risolvere l’infezione nel 100% dei casi. “È stato, in tal modo, possibile ridare buone aspettative di vita a 160 persone, per lo più giovani, sicuramente “fragili” e migliorare la qualità di vita loro e delle loro famiglie”, ha commentato il dott. Claar.  Il Centro di Epatologia dell’Ospedale Evangelico Betania garantisce completa assistenza in un’area geografica storicamente martoriata dalle malattie di fegato, consentendo, tra l’altro, fino ad oggi, il trattamento per l’epatite C, con i farmaci antivirali di nuova generazione, per oltre 1500 soggetti.

“Oggi l’ospedalità privata e religiosa riveste un ruolo fondamentale nel Sistema sanitario nazionale”, conclude la Presidente Vitiello “e solo dalla sinergia tra pubblico e privato si può affrontare la sfida della  crescente domanda di sanità che deriva dall’aumento dell’aspettativa di vita e dei bisogni di prevenzione e cura della persona”.

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