Page 9 - Napolisana n°3 settembre 2020
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c’è l’infermiere scolastico Politica sanitaria
uelli con orientamento pediatrico, nelle scuole per Censis/Fnopi:
zza per la salute dei ragazzi e delle loro famiglieâ€.
ponibili a dare una manoâ€. Il Ministro della Salute investire negli infermieri
costruire una nuova relazione organica tra scuola per avere più salute
stica poi dimenticata. Oggi va ripristinata affinché
Più infermieri per una sanità migliore: gli italiani dicono
e insegnanti non devono essere lasciati soliâ€. sì. Il 92,7% degli italiani (con punte fino del 94,3% nel Nord-
Est e del 95,2% tra i laureati) ritiene positivo potenziare il nu-
E MARTINO mero e il ruolo degli infermieri nel Servizio sanitario
nazionale. Il 41,9%, al fine di colmare le attuali lacune negli
fragilità e non solo nel caso della pandemia. Attualmente infatti organici, il 40% perché li ritiene essenziali per potenziare i ser-
si procede cercando di coinvolgere insegnanti e parenti in un com- vizi domiciliari, territoriali e di emergenza. Si stimano in
pito di assistenza prettamente sanitario, che necessita di una pre- 450.000 gli infermieri attivi di cui ci sarebbe bisogno (oggi
senza costante che l’infermiere di comunità , per sua natura, può sono 450.000 gli iscritti, pensionati compresi), 57.000 più di
garantire. E che garantirebbe la necessaria multidisciplinarietà , quelli attuali. Questi sono alcuni dei principali risultati del
essendo in grado, se necessario, di attivare e coinvolgere altri pro- Rapporto Censis-Fnopi sugli infermieri e la sanità del futuro,
fessionisti in base alle eventuali, reali necessità degli alunni. una ricerca realizzata dal Censis per la Federazione nazionale
degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi).
La popolazione dei bambini di età 0-18 anni è pari a circa il
18 per cento della popolazione totale e – ricorda la Fnopi - nono- L’ora dell’infermiere di famiglia e di comunità - Il
stante il decremento progressivo delle nascite, sono numerosi i 91,4% degli italiani (il 95,1% delle persone con patologie cro-
nuovi problemi di salute e di educazione sanitaria dei bambini e niche, il 92,6% dei cittadini nel Sud) ritiene l’infermiere di fa-
delle famiglie che richiedono attenzione con risposte appropriate miglia e di comunità una buona soluzione per potenziare le
e uniformi sul territorio nazionale. Va garantita la migliore qualità terapie domiciliari e riabilitative e la sanità di territorio, for-
delle cure, sicurezza negli interventi, nonché risposte assistenziali nendo così l’assistenza necessaria alle persone non autosuffi-
efficaci. Come già gli infermieri fanno in alcuni casi: sono ormai cienti e con malattie croniche. Il 51,2% è convinto che
circa due anni che è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra l’introduzione di questa figura professionale faciliterebbe la
FNOPI e Federazione Diabete Giovanile per l’assistenza ai bam- gestione dell’assistenza, migliorando la qualità della vita dei
bini diabetici nelle scuole. Un’assistenza sia dal punto di vista cli- pazienti e dei loro familiari. Il 47,7% pensa che darebbe loro
nico secondo i bisogni legati a questa patologia, che educativo, sicurezza e maggiore tranquillità . Il 22,7% ritiene che innal-
perché i piccoli non siano condizionati nel loro stile di vita. “Ap- zerebbe la qualità delle cure. Sono i numeri di un ampio e tra-
pare utile prevedere nella riorganizzazione dell’assistenza sul ter- sversale apprezzamento per una figura strategica per garantire
ritorio – osserva Barbara Mangiacavalli – una figura di quella sanità territoriale resa ineludibile dall’esperienza del
“infermiere scolastico†che può anche essere un infermiere pe- Covid-19.
diatrico, figura questa che si occupa dei bisogni di salute dei bam-
bini di età compresa tra 0 e 18 anni, soprattutto in ambito Bravi e affidabili - L’idea che più infermieri migliore-
ospedaliero, mentre è poco presente sul territorio, dove invece ranno la sanità , a cominciare da quella territoriale, è anche
darebbe sicuramente seguito nel migliore dei modi alla necessità l’esito di un legame profondo e consolidato dei cittadini con
di assistenza e di implementazione dei determinanti di saluteâ€. gli infermieri. Il 91% degli italiani ha molta o abbastanza fi-
L’organizzazione di un tale modello potrebbe anche garantire ini- ducia negli infermieri (il dato sale al 93,8% nel Nord-Est e al
ziative di prevenzione, educazione e promozione della salute e 93,7% tra gli anziani). Il 68,9% degli italiani valuta positiva-
dei corretti stili di vita sin dai primi anni di vita, per incidere pre- mente il rapporto avuto in passato con gli infermieri (il giudi-
cocemente sui determinanti di salute, per ridurre sia l’incidenza zio positivo sale al 73,9% nel Nord-Est e al 72,6% tra chi ha
delle malattie croniche, sia la progressione della malattia già esi- in famiglia non autosufficienti). Una fiducia nata nella sanitÃ
stente, attraverso l’impegno di tutti i professionisti coinvolti. Lo vissuta quotidianamente dagli italiani, grazie alla valutazione
stesso ministro Speranza in un pubblico intervento ha dichiarato: positiva di professionalità e impegno degli infermieri già prima
“Un obiettivo fondamentale è costruire una nuova relazione or- dell’ammirazione per i tanti casi di eroismo durante l’emer-
ganica tra scuola e sanità . Nel 1961 in Italia c’era la medicina sco- genza Covid-19.
lastica poi dimenticata. Oggi va ripristinata affinché la SanitÃ
accompagni questo processo. Presidi e insegnanti non devono es- Una professione che attrae - L’83% degli italiani inco-
sere lasciati soliâ€. raggerebbe un figlio, parente o amico che volesse intrapren-
dere la professione dell’infermiere: il 71,1% perché lo ritiene
un lavoro utile in quanto aiuta chi soffre, il 37,3% perché lo
reputa un’attività affascinante che fa crescere come persone,
il 32,9% perché consente di trovare lavoro. L’infermiere è oggi
una professione che piace a tutti, dai giovani agli anziani.